Migliaccio di nonna Angelina

DMigliaccioa giorni mi pervade un ricordo tenero che mi scalda il cuore. La mia nonna nella sua vecchia casa di campagna in una vecchia corte con tanto di pozzo, forno a legna e orto, avvolta dal gelido inverno. Un camino acceso, l’odore della legna, il “pignato” che ribolle sul bordo del camino, i miei nonni…

Sono lontani questi ricordi ma la brina sulle finestre non mi impedisce di guardarci attraverso e rivivere vecchi momenti col gli odori e i sapori di quand’ero bambino.

Proprio in questi giorni tali ricordi mi hanno riportato alla mente un sapore unico, delicato, morbido che solo la mia bellissima nonna sapeva regalarmi con un dolce semplicissimo della tradizione campana a base di semolino, burro, latte e uova: il migliaccio.

Migliaccio02Saltellando qua e là su internet alla ricerca di una ricetta che mi convincesse mi sono imbattuto in centinaia di versioni differenti, con i canditi, con l’uvetta, preparata addirittura con gli spaghetti. Alla fine mi sono basato sui miei ricordi e la ricetta l’ho improvvisata nella speranza che il risultato mi regalasse quel gusto rimasto in fondo alla mia mente.

In una pentola ho messo quindi a scaldare 1 litro di latte insieme a 50 grammi di burro, i semi di mezza bacca di vaniglia bourbon e la scorza grattugiata di mezzo limone. Quando ha sfiorato il bollore ho versato a pioggia 250 grammi di semolino mescolando per evitare che si formassero grumi. Quando ho ottenuto una consistenza cremosa ho spento il fuoco, ho aggiunto 200 grammi di zucchero mescolando per scioglierlo e ho lasciato intiepidire.

Ho acceso il forno a 180°C e quindi ho imburrato e infarinato uno stampo per crostate. Quando la crema di semolino si è intiepidita ho aggiunto, una per volta, 2 uova intere e la scorza grattugiata di mezzo limone. Ho quindi versato tutto nello stampo, qualche fiocchetto di burro sulla superficie e via in forno per 25 minuti.

Migliaccio

Il migliaccio va assaporato appena tiepido o freddo, magari cosparso con dello zucchero a velo, al limite un pizzico di cannella ma niente di più. Il suo sapore rustico, di campagna non va rovinato con nessuna aggiunta, sia essa raffinata o rustica.

Sono tornato indietro di 25 anni….

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