Crostata alla crema profumata al limone

CrostataCrema003La domenica mattina, contrariamente alla tesi sostenuta da sua maestà Giacomo Leopardi, non mi mette tristezza. Sarò onesto, il primo pensiero della domenica non è certamente l’ufficio che mi attende il giorno dopo, quanto piuttosto l’idea di accendere la macchina del caffè per preparare un delizioso e cremoso cappuccino da gustare nelle mie bellissime tazze arancioni.

E come ogni domenica mattina che si rispetti, eccomi qui a sorseggiare lentamente il mio cappuccino e ad immergere il naso nella densa schiuma che quasi straborda dalla tazza mentre il profumo del caffè tenta di svegliarmi…

Nel centrotavola davanti a me campeggia un grosso limone. Devo ammettere di essere fortunato perché buona parte degli amici di famiglia possiedono almeno un albero di limoni nel proprio giardino e questo mi consente (direi quasi “mi obbliga”) di pensare ad un impiego che non sia la solita triste spremitura dell’agrume sull’insalata.

Il finire dell’estate rende unici questi meravigliosi agrumi perché racchiudono l’essenza della stagione andata nel sapore, nel colore “du zeste” e della polpa e nell’inebriante profumo che sprigionano. Dovendo associare le idee di “domenica” e “limone” ho pensato di preparare uno dei dolci casalinghi più classici: una crostata alla crema al profumo di limone.

CrostataCrema001Per la mia crostata ho usato 400 g di farina bianca insieme a 250 g di burro freddo. Dopo aver sabbiato farina e burro sbriciolando tra le mani i due ingredienti unisco 2 uova, un pizzico di sale, 120 g di zucchero e la scorza di un limone. Impasto velocemente e quindi metto a rassodare in frigo avvolgendo l’impasto nella pellicola trasparente.

Mentre la frolla riposa mi dedico alla crema di limone mettendo in infusione su fiamma bassa la scorza di un limone (ho usato il pelapatate per non intaccare la parte bianca) in 600 ml di latte fresco.

A parte sbatto 150 g di zucchero con 4 tuorli d’uovo a cui poi aggiungo 50 g di amido di frumento. Quando il latte è abbastanza caldo elimino le scorze di limone e unisco il composto di uova e zucchero portando quindi a cottura mescolando con una frusta per evitare i fastidiosi grumi. Una volta cotta, metto la crema in una ciotola in vetro e la copro a contatto con la pellicola per farla raffreddare.

Finalmente posso imburrare e infarinare la mia teglia per crostate! Apro una parentesi in merito al fatto di imburrare lo stampo per la cottura della frolla: inizialmente ero convinto che non fosse necessario farlo in quanto c’è già abbastanza burro nell’impasto ma, grazie ai miei maestri pasticceri, ho imparato che il burro sullo stampo consente di cuocere l’impasto senza lasciarlo crudo o, peggio, farlo cuocere troppo. Ne consegue che è possibile omettere anche la carta forno!CrostataCrema002

Mi armo di mattarello e stendo la mia frolla dello spessore di 3/4 mm, quindi uso una forchetta per bucherellarla cosicché non cresca in cottura, quindi l’adagio nello stampo facendola aderire alle pareti. È il momento della crema al limone: ne metto in abbondanza perché voglio che, ad ogni morso, la friabilità dell’impasto si sposi con il vellutato ripieno.

Quindi stendo un disco di pasta, lo bucherello con la forchetta e lo adagio sul ripieno richiudendo i bordi. Non mi resta che cuocere in forno a 175°C per 25/30 minuti o finché la crostata sia cotta.

Gusterò la mia crostata a fine pasto, ho deciso! Ma non si può saltare direttamente al dolce? Chiederò a mia madre…

Le crostate sono forse uno dei dolci più versatili ma, volendo rimanere in tema, penso ad un’alternativa nel ripieno: una marmellata di limoni proprio sotto la crema oppure, volendo ottenere un risultato più goloso, sostituire la crema con un ottimo curd di limone fatto in casa. Non sapete come prepararlo? Mmmmmm credo di aver trovato lo spunto per la prossima ricetta…

 

 

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